“Classic Rock… Today!”, playlist di Paolo Tolu. Puntata #15

Le proposte recenti in arrivo dalle multiformi contaminazioni del rock: hard e prog, psyco e garage, blues e folk… Turn it up!!! Su Spotify.

Ormai è consuetudine che le playlist di Paolo vengano notate e ascoltate in USA, Canada, Brasile, Australia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Italia. L’attività musicale di Tolu non si ferma neanche ad agosto. Anzi, l’aria vacanziera sembra dargli una marcia in più. Paolo sceglie musica con lo stesso stile con cui preparava le sue “scalette” per la mitica Radio West. Anche questa volta ha cose interessanti da raccontarci e soprattutto da farci ascoltare. “Classic Rock… Today!” di Paolo Tolu. Puntata #15. Su Spotify.

Come sempre “passiamo la linea” a Paolo Tolu.

Alex Lifeson è stato per una vita chitarrista dei compianti Rush, ma la sua nuova vita musicale, gli Envy of None, viaggia su territori completamente diversi: intrisi di suoni sintetici, atmosfere gotiche e una delicata voce solista femminile. Fanno eccezione un sentito omaggio chitarristico al vecchio amico Neil Peart (“Western Sunset”) e la leggerezza di questo brano, che ci riporta a quei Garbage che spopolavano in radio negli anni ’90.
Envy of None – Never Said I Love You (8 aprile 2022)

I texani Whiskey Myers, alfieri del nuovo suono sudista, sono molto attesi alla prova del sesto album: il precedente di tre anni fa ha “spaccato” tutte le classifiche americane, sia generiche che di settore (country, rock, indie). Questo è il primo dei quattro singoli che negli ultimi mesi hanno aperto la strada all’album uscito a fine luglio: raccomando anche “The Wolf”, ma questa rimane la mia prima e imperdibile scelta.
Whiskey Myers – John Wayne (18 febbraio 2022)

Si riconoscono i ritmi ossessivi del post punk di inizio anni ’80 in questo brano delle gallesi Adwaith (“reazione”, nella loro lingua madre), appena arrivate al secondo album, intriso di pagine cupe alternate a momenti più pop. Le tre ragazze sono molto attese dopo gli apprezzamenti raccolti negli anni scorsi (un loro singolo è stato utilizzato dalla squadra femminile del Galles nella preparazione delle partite). Talentuose e coraggiose, visto che anche i testi sono in gallese.
Adwaith – Cuddio (1 luglio 2022)

Il loro nome dice molto: i Thee Sacred Souls, da San Diego, California, sono un trio di puro soul. Si sono formati nell’immediato pre-covid e prima dell’album di debutto, in uscita ad agosto, i loro brani in circolazione si contavano sulle dita di una mano. Il falsetto di Josh Lane richiama alla memoria un certo Smokey Robinson, non c’è altro da aggiungere
Thee Sacred Souls – Easier Said Than Soul (15 giugno 2022)

Lunghissima e ineccepibile la storia dei Wilco, senza i quali non sarebbe possibile pensare all’alternative-country, considerando anche gli Uncle Tupelo, l’avventura precedente del leader Jeff Tweedy. La band di Chicago dopo tre anni si ripresenta con un ritorno alle radici, un album mastodontico: potrebbe essere il triplo vinile di una volta. Questo brano è una cavalcata acustica che non dovrebbe finire mai.
Wilco – Bird Without e Tail / Base of My Skull (27 maggio 2022)

Dopo tanti vaffa, è arrivato il momento della disillusione per i pisani Zen Circus, che da quasi un quarto di secolo scrivono pagine intense del rock indipendente italiano, tra collaborazioni importanti (Brian Ritchie dei Violent Femmes, Jerry Harrison dei Talking Heads, le sorelle Deal dei Pixies…) e capatine nelle alte classifiche che non ne hanno minato la credibilità (come a Sanremo tre anni fa). Il nuovo album li vede insieme a tanti amici vecchi e nuovi. Evito la nostalgia galoppante del singolo, “OK Boomers” con Brunori Sas, un po’ più d’ironia in quest’altro con il duo abruzzese Management.
Zen Circus feat. Management – Voglio invecchiare male (27 maggio 2022)

I Panda Riot, formati a Philadelphia e trasferiti a Chicago, sono parsimoniosi nella loro produzione discografica, limitandosi in media ad un album ogni lustro. Quello uscito a giugno è il quarto e ci sono vari brani da tenere in considerazione. “Technicolor” all’ultimo ha prevalso sulla pur ottima “Extra Cosmic”, che dà il titolo all’album. L’effetto distorto tipico delle chitarre shoegaze è in parte attenuato, prevalgono le linee melodiche della cantante Rebecca Scott.
Panda Riot – Technicolor (10 giugno 2022)

I Loyal Cheaters sferragliano che è un piacere. La formazione ha una sua originalità: a tre romagnoli si aggiunge una voce solista femminile tedesca. Si sono formati subito prima del lockdown e hanno così avuto tutto il tempo di affilare le loro chitarre garage, con un orecchio dichiaratamente rivolto ai giganti degli anni ’70. Infatti nel primo album troviamo una cover dei Cheap Trick e un’altra degli Slade, mentre sound e voce femminile ci portano alle Runaways o a Suzi Quatro. C’è da divertirsi.
Loyal Cheaters – Winners Never Compromise (18 febbraio 2022)

Il californiano Ty Segall è il genietto esuberante dei nostri tempi: cantante, chitarrista, batterista, ha 35 anni, ma la sua discografia è da molto tempo fuori controllo, tra album solisti con cadenza annuale e vari altri progetti collaterali in cui è coinvolto. Si muove a perfetto agio tra un folk rock psichedelico memore delle lezioni di Tim Buckley, Nick Drake e di tanti atri che affollarono il genere tra fine anni ’60 e inizio ’70. Quasi sempre acustico, ma pronto a una schitarrata rabbiosa una tantum, quando si accorge che ci rilassiamo troppo.
Ty Segall – Over (22 luglio 2022)

I Beach Rats, da Asbury Park (New Jersey), sono una sorta di supergruppo punk, avendo in forza elementi di band anni ’80 e ’90: Dag Nasty, Bad Religion, Lifetime, Bouncing Souls… Questo è uno dei singoli ad anticipare l’album uscito a fine luglio. Note ascoltate mille volte, ma l’adrenalina è sempre la stessa. E in un minuto e mezzo è anche possibile trattenere il fiato.
Beach Rats – Rat Beat (25 aprile 2022)

Dai radar non arrivano troppe notizie sugli Air, duo elettronico francese che ci ha deliziati a lungo nel nuovo millennio. Un segnale forte ci arriva però da una delle sue parti, JB Dunckel, attivo in questi ultimi anni soprattutto sul fronte delle colonne sonore. Molti strumentali ed elettronica lieve nel suo album uscito a fine giugno, ma anche qualche traccia vocale che ci riporta agli (non troppo) antichi fasti.
JB Dunckel – Zombie Park (24 giugno 2022)

Chi si avventura in queste playlist deve aspettarsi di tutto. Ecco all’improvviso un delizioso strumentale con venature jazz, proposto dai Treetops, un gruppo di sette romani poco più che ventenni, ancora alle prese col conservatorio ma perfettamente padroni dei loro strumenti, compresa una chitarra al femminile che lascia il segno. Chissà se nella loro adolescenza, come me, si beffeggiavano con i coetanei per le loro frequentazioni canterburiane.
Treetops – Harvest (19 aprile 2022)

Ad ascoltare questo suo secondo album, il canadese Gary Cain prima d’imparare a parlare doveva già essere alle prese con le corde di una chitarra. Poi strada facendo ha deciso di cimentarsi anche con il basso e la batteria. Qui fa tutto lui, blues, rock blues, funky, elettrico, acustico…
Gary Cain – Ain’t Up to Me (6 maggio 2022)

Gli Skills sono una creatura del chitarrista Brad Gillis, in forze da una vita ai Night Ranger e per un attimo anche comprimario di Queensrÿche e Ozzy Osbourne (la sua candidatura a sostituire il povero Randy Rhoads vale da sola come biglietto da visita). Al suo fianco anche Bill Sheehan, altro nome ingombrante (David Lee Roth, Mr. Big). Il loro è un hard rock melodico senza pretese di cambiare il mondo, se non per la piacevolezza di qualche minuto.
Skills – Show Me the Way (13 maggio 2022)

Quanta tenerezza fanno questi ragazzi che puntano dritto alle loro passioni musicali, alieni che se ne fregano dei suoni che girano intorno alle loro orecchie. E allora spazio a un altro gruppo romano, gli Ephemeral, che partono con una raffinata melodia pop rock, per poi incastonare strada facendo intermezzi prog di scuola classica.
Ephemeral – Lock ‘Em Out (27 maggio 2022)

Ascolta la playlist “Classic Rock… Today!” di Paolo Tolu. Puntata #15. Su Spotify.

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