“Classic Rock… Today!” di Paolo Tolu. Puntata #16

Le proposte recenti in arrivo dalle multiformi contaminazioni del rock: hard e prog, psyco e garage, blues e folk… Turn it up!!! Su Spotify.

Le esplorazioni di Paolo Tolu nel mondo della musica sono sempre un’esperienza intensa. In 15 tracce selezionate spazia dal blues-rock, alla psichedelia, al hard-rock, al soul, al jazz e poi di nuovo al blues. Ascolto sempre in anteprima le sue playlist. Non perché voglia dire la mia sulle sue scelte (Paolo è libero al 100% nel suo spazio), ma semplicemente per il piacere di ascoltare su Doubleslider, prima di andare online, le sue selezioni. È un piccolo sfizio che mi tolgo. Quando ascolto le playlist di Paolo Tolu, mi rivedo seduto al pub, giovane, con un boccale di media rossa davanti a me su un tavolo di legno, a tarda notte. È uno dei piaceri della vita a cui non rinuncerei mai. La musica? La birra rossa?. La musica, ragazzi!

È arrivato il momento di cedere tastiera e mixer a Paolo Tolu per la puntata n. 16 di “Classic Rock Today!”.

Riferendosi a “Ride“, l’album appena uscito, il chitarrista rock blues Walter Trout ha detto: “Anche la vita è una specie di cavalcata, vero? E voglio vivere la mia al massimo”. Be’, niente male per un 71enne! Trout dalla fine degli anni ’60 è stato in sella con John Lee Hooker, Percy Mayfield, Big Mama Thornton, Joe Tex…, negli anni ’80 è entrato nei Canned Heat e ha aggiunto il suo nome alla lista dei giganti della chitarra al servizio di John Mayall nei Bluesbreakers. Poi si è messo da solo e ha anche combattuto dure battaglie in seguito ai suoi eccessi con l’alcol. Ma è rimasto un totem del genere.
Walter Trout – Ride (19 agosto 2022)

Non è facilissimo scegliere un brano dall’ultimo album solista di James LaBrie, tanto è accurato nei suoi equilibri tra elettrico e acustico. Per questa sua sesta prova solista la voce dei Dream Theater mette da parte le complesse strutture del gruppo madre e offre il suo lato più tenue e romantico. Alla batteria il figlio Chance. 
James LaBrie – Hit Me Like a Brick (20 maggio 2022)

Il riff di chitarra che apre questo coinvolgente brano degli svedesi CB3 risuonava già mezzo secolo fa nella “Gypsy” degli Uriah Heep, ma il prestito finisce qui: poi il brano decolla verso altri lidi psichedelici, più affini a gente come Oasis o Hawkwind, a seconda dei momenti. Per durata questo è l’unico brano che si può inserire in playlist: il Charlotte’s Burning Trio per il resto viaggia su voli spaziali di dieci minuti a traccia, appaganti ma più impegnativi.
CB3 – Going to the Horizon (26 agosto 2022)

Capita in queste playlist che, per prendere respiro, mi rifugi nelle suadenti atmosfere dell’indie-pop, e spesso con voci al femminile. Questa volta è il turno degli Art Moore, nuova sigla che nasconde nomi forse non sconosciuti ai cultori del genere, visto che la voce solista Taylor Vick si era già fatta notare col suo progetto Boy Scouts, mentre Terry Brooks e Sam Durkes avevano lavorato con Ezra Furman. Una voce poco più che sussurrata, tappeto leggero di chitarre, atmosfera intimiste.
Art Moore – Muscle Memory (5 agosto 2022)

La curiosità mi porta a regalarci un assaggio di un movimento in equilibrio tra afro e jazz che si sta facendo notare a Londra. Motore principale l’etichetta indipendente Brownswood fondata una quindicina di anni fa da Gilles Peterson, sempre disponibile a dare spazio a nuovi talenti e sonorità. I Kokoroko sono un collettivo afro-caraibico, una bella banda di otto componenti guidati da una trombettista. A metà settembre puntata unica a Roma.
Kokoroko – Dide O (5 agosto 2022)

I quasi esordienti Lounge Society sono una band post punk dell’Inghilterra del nord, presto trasferiti a Londra. Dopo un singolo e un EP escono con un album fresco di stampa, compagni di scuderia di un’altra band sotto stretta osservazione, i Fontaines DC. Sparse per l’album molte impronte dei Talking Heads, ma non solo: l’ascolto vale per intero. Attesi a inizio a novembre dal vivo in Italia.
The Lounge Society – Blood Money (26 agosto 2022)

Il Muro del Canto è un gruppo romano profondamente radicato nel suo territorio. Metro di paragone efficace, per la voce baritonale e le sonorità combat folk, possono essere i Modena City Ramblers di Alberto Morselli. Tra i fiori all’occhiello, la sigla di coda della serie Netflix “Suburra”. Il limite è la forte regionalità romanesca, comunque molto attenuata in questo brano. Lo scorso anno in queste playlist abbiamo ascoltato un brano di Giancane, componente del gruppo fino al 2018.
Il Muro del Canto – Non si comanda il cuore (16 giugno 2022)

Alzi la mano chi si aspetta un rock così rovente da Città del Messico. Gli Electric Mountain pubblicano il secondo album di hard psichedelico, rinverdendo fasti ed energia di MC5 e Blue Cheer. Maneggiare con cura.
Electric Mountain – Outlanders (27 maggio 2022)

Da ascoltatore d’altri tempi, non potevo che abboccare all’amo di Scott Kannberg, che sul suo album solista targato Spiral Stairs ha messo in bella vista un’audiocassetta, di quelle registrate in casa. Un disco che rischia di finire su uno scaffale interlocutorio, visto che l’antico gruppo originario, i gloriosi Pavement, sono ritornati in pista dopo decenni e varie false partenze. Rispetto al passato, per “Medley Attack” Kannberg ha preferito un guitar rock senza troppi spigoli creativi, ma alcuni episodi sono meritevoli di attenzione.
Spiral Stairs – Time = Cuz (8 luglio 2022)

Collateral Nature sono nati nel 2015 per iniziativa del milanese Claudio Vittori, conosciuto tra gli addetti ai lavori per il suo lavoro di sperimentatore musicale a tutto tondo. Il collettivo dopo un EP iniziale è arrivato solo questa estate al primo album. Il profilo è alto nella sua raffinatezza, oscillando tra jazz, elettronica e trip hop, intriso di toni notturni, atmosfere dilatate e varie voci femminili che richiamano i nostri Violet Eves di fine anni ’80 o i Portished degli anni ’90.
Collateral Nature – Sea of Clouds (5 luglio 2022)

I senesi Brain Ragu rappresentano un ottimo esempio di post-rock italiano. Molto meticolosi, in quasi un decennio di attività avevano pubblicato solo un paio di EP. Ma nel 2022 hanno avuto un buon momento di visibilità partecipando all’ultimo concertone del 1° maggio e subito dopo è arrivato il primo album. Ho scelto il brano più lieve e tranquillo, ma l’album è un ricco mosaico strumentale dove gli ascoltatori più coraggiosi possono attingere a piene mani.
Brain Ragu – Eyes on a Rainy Day (18 maggio 2022)

Jeff Scott Soto è da quattro decenni il prezzemolo del metal melodico: credo che lui stesso abbia perso il conto dei progetti cui ha prestato la voce, dai primi esordi con Malmsteen al più recente supergruppo Sons of Apollo. Subito prima dell’estate è uscito il suo ottavo album solista per l’etichetta italiana Frontiers e a supportarlo ci sono tutti musicisti di casa nostra. Da citare almeno il tuttofare Alessandro Del Vecchio: bassista, tastierista e soprattutto co-autore e co-produttore insieme a Soto. 
Jeff Scott Soto – Disbelieving (6 maggio 2022)

Arriva dalla Grecia l’ultimo talento buttato nella mischia dalla Sub Pop. Σtella -aveva già tre album alle spalle, ma non era mai riuscita a farsi notare al di là della ristretta cerchia indipendente del suo paese. Questo brano riporta alle sonorità degli Everything But the Girl, ma volendo esplorare, in “Up and Away” sono racchiuse tante e ricche suggestioni del suo paese.  
Σtella – The Truth Is (27 giugno 2022)

Sohn è un londinese che ha cercato i suoi orizzonti musicali ed esistenziali un po’ dappertutto, tra Vienna, Los Angeles e più di recente in una foresta della Catalonia, dove produce musica con i suoi aggeggi elettronici. Il risultato più coerente coi silenzi dei suoi attuali orizzonti è forse la strumentazione, ridotta ulteriormente all’essenziale nell’album uscito a inizio settembre. Questo secondo singolo pulsa con le sue percussioni, ma conserva un’anima.
Sohn – M.I.A. (17 agosto 2022)

Alex Britti, anche nel suo momento di maggiore successo commerciale a cavallo del millennio, non si è mai dimenticato delle sue origini di grande chitarrista blues: un orecchio attento era in grado di riconoscere nelle sue hit l’antica nobiltà. Senza più le pressioni di quegli anni dorati, adesso se ne esce fuori addirittura con un album interamente strumentale, in cui dà libero sfogo alla sua antica passione. Per gli amanti del genere il titolo “Mojo” non lascia adito a incertezze. Tanto di cappello.
Alex Britti – Adrenalina (1 luglio 2022)

Ascolta la playlist “Classic Rock… Today!” di Paolo Tolu. Puntata #16.

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