“Classic Rock… Today!” #20, la nuova playlist di Paolo Tolu

Paolo Tolu

Le proposte recenti in arrivo dalle multiformi contaminazioni del rock: hard e prog, psyco e garage, blues e folk… Turn it up!!! Su Spotify.

Anno nuovo…vita nuova per Doubleslider. Ma le buone abitudini, quelle non le cambiamo neanche di una virgola! È online la nuova playlist “Classic Rock Today!” #20, curata come sempre dall’inossidabile Paolo Tolu.

Bleach Lab sono una giovane band londinese di guitar-pop, con voce solista femminile, in attività dal 2019. Nella loro discografia solo tre EP e non hanno mai suonato fuori dal Regno Unito. Garantiscono musica orecchiabile, erede di gruppi come Cranberries e Sundays, oggi un po’ più vivace rispetto alle loro prime produzioni. 
Bleach Lab – I Could Be Your Safe (4 novembre 2022)

Splendida, fuori da ogni logica commerciale, la follia creativa dei Sault, collettivo inglese artefice di un r’n’b innovativo: nessun rapporto coi media o interviste, nessun concerto o video, intorno al produttore Inflo solo collaboratori anonimi. Ma il meglio è nella bulimia della produzione: e va bene i sei album dei primi tre anni a partire dal 2019, ma vogliamo mettere gli altri cinque album pubblicati sul loro sito nello stesso giorno di novembre?
Sault – Circle (11 novembre 2022)

Nei ’90 si è vissuto i suoi begli anni da star Gaz Coombes, cantante dei Supergrass, all’epoca band britpop con dischi di platino a raffica, appena una fila dietro i re Mida del genere, Oasis e Blur. A un lieve declino commerciale ha fatto seguito lo scioglimento del 2009, mentre una recente reunion non ha portato nuove produzioni. Nel frattempo Coombes continua a barcamenarsi con una dignitosa carriera solista nelle top 20 britanniche e il quarto album in uscita a metà gennaio.
Gaz Coombes – Long Live the Strange (28 novembre 2022)

I londinesi Tubs, nati dalle ceneri di un gruppo post punk di metà decennio, escono con il loro album di debutto. Sulla lunga distanza si individuano tracce del folk rock britannico reso ruvido da reminiscenze punk. In questo singolo di apertura più semplicemente si torna ai collaudati schemi dei primi R.E.M.: chitarra grezza e melodia accattivante.
The Tubs – Dead Meat (7 dicembre 2022)

Esiste anche una scena funky-soul di Amburgo e tra i suoi esponenti figurano i Winston Brothers, in realtà un duo di musicisti già impegnati da tempo in vari altri progetti. Il primo album uscito in autunno è tutto strumentale, una produzione analogica imperdibile per gli amanti del genere. Questo è uno dei pochi brani a ritmo più rallentato.
The Winston Brothers – Drift (18 novembre 2022)

Esce a fine gennaio il quarto album di Meg Baird, cantautrice folk rock che da vent’anni alterna prove soliste (questa è la quarta) a progetti di vario tipo, tra i quali spicca l’avventura degli anni ’00 con gli Espers di Filadelfia, densi di contaminazioni psichedeliche. Questo è il primo singolo uscito in autunno, tra i più ricchi strumentalmente dell’album. 
Meg Baird – Will You Follow Me Home? (11 ottobre 2022)

Nox & the Nothings si ispirano alla scena garage anni ’60, che aveva anticipato le ruvidezze del punk e alla quale aveva attinto a piene mani una nuova schiera di band anni ’80. Una voce solista alla carta vetrata rincara la dose selvaggia di questi norvegesi. Nell’ultimo anno erano usciti tre singoli e un brano nella compilation di un’etichetta di Los Angeles, a novembre il primo album. In questo pezzo si sente più di un’eco dei Fuzztones.
Nox & the Nothings – Good for Nothing (18 novembre 2022)

Ancora il fantasma dei R.E.M.: un fan, dovendosi accontentare di briciole, non può che avventarsi sull’album doppio del chitarrista Peter Buck insieme a Luke Haines, altro veterano dell’alternative rock, quasi una trentina di album tra solisti e altri progetti. Poche le riminescenze del celebrato gruppo di Athens, le sonorità sono più impegnative, più acide. Ospite in un brano la voce solista di Lenny Kaye (Patti Smith). Questo brano stralunato è invece uno dei pochi in cui prevale la chitarra acustica.
Luke Haines & Peter Buck – Sunstroke (28 ottobre 2022)

Si è scelto un nome dal sapore antico Gramophone Soul, DJ e produttore irlandese di stanza ad Edinburgo, che ha voluto riversare su un intero album le suggestioni raccolte in anni di militanza di successo in consolle e discoteche, vale a dire tutte le possibili declinazioni della musica nera da mettere in pista. E qui rimanere tranquilli in poltrona diventa dura.
Gramophone Soul – For Your Soul (4 novembre 2022)

Tra le nuove leve italiane, meritano più di uno sguardo attento i genovesi Eugenia Post Meridiem. Si muovono con disinvoltura tra pop, jazz e soul, i punti di forza sono la voce solista femminile, l’ottimo supporto della batteria, i fraseggi mai invadenti della chitarra. Il secondo album è stato registrato a due passi da Alessandria, nello studio ricavato in una cascina di Montaldo Bormida. Questo brano aumenta le sue suggestioni col passare dei minuti.
Eugenia Post Meridiem – Crucial Spring (18 novembre 2022)

Nuovo corso per i metallari svedesi Katatonia: i trent’anni di attività discografica coincidono con il divorzio dalla loro etichetta storica. Riprendono così la marcia dopo gli intralci pandemici, visto che il lockdown aveva bloccato sul nascere l’apparato promozionale dell’album appena uscito. Il dodicesimo, in uscita il 20 gennaio, conferma la consolidata evoluzione della band, passata dalle iniziali soluzioni estreme a più rassicuranti sonorità prog-metal. Questo è il primo singolo.
Katatonia – Atrium (26 ottobre 2022)

Julianna Riolino è una giovane cantautrice canadese, in bilico tra country e rock, tra le colleghe acustiche degli anni ’70 e quelle più aggressive dei ’90, ad esempio Sheryl Crow. Dopo tre singoli accuratamente distribuiti a partire da giugno, in autunno è arrivato il suo primo album.
Julianna Riolino – Hark! (26 ottobre 2022)

Musica in libertà per i messinesi Basiliscus P, tra prog, jazz, psichedelia e quant’altro. Il trio siciliano da una dozzina di anni e due album si distingue per la chitarra di Federica Fornaro in grande risalto e per brani soprattutto strumentali, con un approccio da jam session.
Basiliscus P – Jackfruit (18 novembre 2022)

Ancora una volta ci ritroviamo a percorrere le strade di Melbourne, questa volta con una grezza band di glam rock, con voce solista femminile. Gli Smooch un paio di anni fa avevano pubblicato una cassetta con due brani, recuperati e reincisi per il primo album uscito da poco. Ecco il migliore.
Smooch – Can You Hear me? (3 novembre 2022)

Rogoredo FS prendono il nome dall’omonima stazione milanese, dove cinque anni fa è iniziata la loro avventura. Negli ultimi due anni hanno pubblicato qualche singolo interlocutorio, per arrivare a fine 2022 a un minialbum più organico. Suonano un rock classico chitarra-basso-batteria, non lontano da Negrita o Litfiba, con testi densi di una critica ai nostri tempi tra il pungente e l’ironico.
Rogoredo FS – Psicosociale (2 dicembre 2022)

Ascolta la playlist “Classic Rock Today!” #20 di Paolo Tolu su Spotify.

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