“Doubleslider Nov2022 Step 3”. What’s coming up on my sliders. Playlist su Spotify

Anche questa settimana è caratterizzata dalla pubblicazione di alcuni album che avevamo già annunciato settimane fa, ascoltando qualche singolo che li anticipava. Il primo atto della rock opera degli Smashing Pumpkins, ad esempio, o l’attesissimo disco dei Nickelback, il maxi cofanetto da collezione dei Queen, ma anche qualche tocco di pennello come il singolo firmato The Inspector Cluzo, sonorità di sapore ungherese con i Mandoki Soulmates e la fruttuosa collaborazione tra Carlangas e Manu Chao.

In poche parole ho cercato di selezionare 25 tracce pescandole nell’oceano di singoli pubblicati negli ultimi giorni, cercando di proporvi quello che ascolterei volentieri in un ipotetico programma radiofonico del sabato pomeriggio dedicato alle novità discografiche. Come si faceva una volta. La prossima ora e mezza è con: The Inspector Cluzo, The Dirty Nil, Saint Chaos + Vo Williams + Sam Tinnesz, Classless Act, The Smashing Pumpkins, Nickelback, The Cold Stares, Saint Asonia, The Wombats, Quarters of Change, The Murder Capital, Deadletter, The Stone Foxes, The Rocket Summer, False Heads, Jamie Lenman, Grace McKagan, Tempesst, Yeah Sure, Mandoki Soulmates (feat. Mező Misi), Carlangas & Manu Chao, The Intemperate Sons & Amir Derakh, The Winston Brothers, Queen, Larkin Poe. “Doubleslider Nov2022 Step 3”, playlist su Spotify. Buon ascolto.

Godsmack: il singolo “You And I” per annunciare il nuovo album

Con un certo orgoglio i Godsmack annunciano il loro ottavo album “Lighting Up The Sky“, in arrivo il 24 febbraio 2023 da BMG. Sarà il primo album dopo quattro anni di silenzio, a seguito del tanto acclamato “When Legends Rise” del 2018. L’ultimo full length della band ha raggiunto la posizione #1 nelle classifiche US Hard Rock, Rock e Alternative. “Lighting Up The Sky” è stato co-prodotto dal cantante/chitarrista Sully Erna e Andrew “Mudrock” Murdock (Avenged Sevenfold e Alice Cooper). Il commento di Erna: “Mi piace quando un disco ha la capacità di trasportare l’ascoltatore in un viaggio unico. Ho capito che c’è tutta una storia nel viaggio di un uomo, alti e bassi; credo che sia una storia a cui tutti si collegheranno, a livello umano, perché tutti abbiamo attraversato qualcosa di particolare nella vita”. Con oltre 20 anni di successi alle spalle, la rock band di Boston si è consolidata come uno dei titani dell’hard rock del XXI secolo. Ad oggi i Godsmack hanno raggiunto la vetta della mainstream rock radio chart con ben undici singoli. Vendendo oltre 20 milioni di dischi in tutto il mondo la band ha pubblicato in totale sette album in studio, a partire dal 1998. [fonte: comunicato stampa]. Godsmack: “You And I”. Presente nella playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Ascolta la playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Steve Vai: il singolo “In The Wind” arriva dallo scorso millennio

Steve Vai annuncia l’uscita dell’album “Vai/Gash“, previsto per l’inizio del prossimo anno. Come assaggio pubblica il singolo e il video “In The Wind“. Vai racconta: “Questo disco è stato scritto e registrato in una sorta di flusso di coscienza nel 1991 entro forse un periodo di 2 settimane, come risposta al mio desiderio di avere un particolare tipo di musica da ascoltare quando stavo guidando la mia Harley Davison Motorcycle con i miei amici. Ricorda un certo tipo di musica rock che mi piaceva da adolescente negli anni ’70. Queste registrazioni sono rimaste sullo scaffale per oltre 30 anni e saranno pubblicate nel 2023”. Vai aggiunge: “In The Wind” è stata la prima traccia registrata per questo disco. Cattura lo spirito della libertà su due ruote che abbiamo provato mentre guidavamo le nostre Harley nei raduni e nei viaggi su strada interstatale. Intorno al 1990, fui sopraffatto dal desiderio di realizzare un disco rock diretto, il tipo di musica che avrei voluto ascoltare quando ero quell’adolescente immerso nella cultura dei motociclisti. E poi ho incontrato Johnny “Gash” Sombrotto”.

John “Gash” è nato nel Queens, New York e da giovane era un appassionato di motociclette. Nel 1977, all’età di 21 anni, subì un grave incidente. I medici dissero alla sua famiglia che aveva ustioni di terzo grado su oltre il 60% del corpo e che se fosse sopravvissuto, c’era una forte possibilità di perdere il braccio destro e la gamba sinistra. Mentre era nell’Unità ustioni, ha sopportato dolori lancinanti, soprattutto quando gli è stato somministrato l’intenso ciclo quotidiano di bagni caldi per le ustioni. Ha continuato a combattere e dopo un mese è stato finalmente dimesso dall’ospedale. Nessun arto amputato, anche se le cicatrici erano diffuse in gran parte del corpo. Ma è sopravvissuto e alla fine ha prosperato di nuovo. Si è recato a Los Angeles nel 1982 ed è risalito subito sulla sua moto. Steve Vai portò in studio di registrazione John Gash e insieme lavorarono sul materiale del disco. “Sono rimasto sbalordito a sentirlo cantare”, prosegue Vai “In quel periodo stavo anche iniziando a lavorare su “Sex and Religion” e speravo di registrare più delle 8 canzoni che avevo preparato con John per un progetto alternativo, ma si è rivelato impossibile. Il 7 settembre 1998 il telefono squillò ed era Nancy, l’amata fidanzata di John. La sua voce tremava e in qualche modo sapevo cosa mi avrebbe detto. ‘John ha avuto un incidente in moto ed è morto'”.

Dopo tre decenni, Steve Vai ha finalmente rispolverato dallo scaffale le registrazioni di Gash e le propone in questo nuovo lavoro. “Desidero dare la possibilità a tutti di conoscere John. Credo che lo avreste amato proprio come lo amavamo tutti noi. Per ora, è “In The Wind, nel vento”. [fonte: Rock & Blues Muse]. Steve Vai & Johnny Gash: “In The Wind”. Presente nella playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Ascolta la playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

“Classic Rock… Today!” #18, la nuova playlist di Paolo Tolu

Le proposte recenti in arrivo dalle multiformi contaminazioni del rock: hard e prog, psyco e garage, blues e folk… Turn it up!!! Su Spotify.

In poco più di un’ora Paolo Tolu, con la sua playlist, ci guida in un viaggio che comprende Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Irlanda e Italia. Un affascinante viaggio tra rock blues, indie rock, folk, elettronica, psichedelia, metal, punk e altro ancora. Sono proposte musicali recenti e ricche di contaminazioni, che hanno il pregio di incuriosire gli appassionati e gli addetti ai lavori in diversi paesi del mondo. In un anno e mezzo “Classic Rock Today!” ci ha permesso di conoscere 270 dischi, senza mai ripetersi; trovate tutte le playlist raccolte nel Tolu’s Corner di Doubleslider. La maggior parte di queste proposte erano sconosciute anche a un vecchio “mangiadischi” come il sottoscritto.

A te il “microfono” Paolo.

Bello sanguigno, il rock blues del trio di Marcus King sguazza tra Creedence Clearwater Revival, Free, Cream e via dicendo. Chitarrista della Carolina del Sud, col primo album del 2019 ha fatto capolino ai margini delle classifiche di Billboard, godendo anche di una nomination ai Grammy di settore.
Marcus King – Hard Working Man (26 agosto 2022)

Sono osservati speciali in ambito indie rock gli Sports Team di Cambridge: un paio di anni fa si erano già fatti notare nelle posizioni più alte delle classifiche inglesi col primo album, esito finale di un discreto numero di singoli precedenti. I riferimenti musicali oscillano tra il meglio degli anni ’80 e ’90 e il brano più ispirato è l’ultimo della scaletta, questo.
Sports Team – Light Industry (19 agosto 2022)

Pete Astor me lo ricordavo nei Weather Prophets, band inglese indie pop della seconda metà anni ’80, solo sfiorata dal successo. Poi l’avventura solista, altri progetti tra folk ed elettronica, lunghe pause stizzite, la docenza universitaria in ambito musicale. Tra una parentesi e l’altra, ha accumulato una ventina di album. Questo brano conquista con la sua eleganza a tempo di tango. 
Pete Astor – Grey Garden (7 ottobre 2022)

Si avvicina il terzo album per i veneti Bright Lights Apart, che in estate hanno rilasciato questo singolo, il secondo del 2022. Si presentano come trio, ma nel video si fa notare anche una batterista. Il loro è un rock dove le chitarre robuste sono bilanciate da un’altrettanto forte presenza di tastiere ed elettronica. Da apprezzare soprattutto la parte strumentale.
Bright Lights Apart – Fooled (29 luglio 2022)

Polly Paulusma è un’artista britannica in perfetto equilibrio tra passato e presente. Apprezzata esponente dell’indie folk, cresciuta tra demo acustiche e ricerche universitarie in letteratura e canti tradizionali, per farsi conoscere ha saputo sfruttare al meglio tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, tra blog, social, profilo My Space e via dicendo. A inizio autunno è uscito il suo sesto album.
Polly Paulusma – Back of Your Hand (30 settembre 2022)

La psichedelia ruvida dei Black Angels nasce nel Texas, ad Austin, la stessa città dei 13th Floor Elevators, e ha come esplicito riferimento i Velvet Underground: il nome è tratto da un loro brano e nel logo campeggia il volto di Nico. Dopo un silenzio durato un lustro, a fine estate è arrivato il sesto album, molte chitarre distorte e almeno tre brani da conservare. Questo chiude il lotto, in sapore Soundgarden.
The Black Angels – 100 Flowers of Paracusia (16 settembre 2022).

Dead City Ruins proseguono la sotterranea ma fertile tradizione metal di Melbourne. Quattro album, intensi tour in patria e in Europa, con qualche data anche in Italia nel 2015. Sempre abbastanza riconoscibili gli spunti originali dei loro brani, tra Van Halen, Slash e, come nel caso un po’ anomalo di questo brano, un inizio alla Bon Jovi che poi devia verso gli Alice in Chains.  
Dead City Ruins – Rain (2 settembre 2022)

B. Christopher ha iniziato a suonare la sua chitarra rock blues nei piccoli club del New Jersey, poi ha girovagato per tutto il Nord America con i Magic Red (cinque album negli anni ’10), si è dedicato con successo a musiche per la televisione, negli ultimi anni ha messo in piedi un progetto tutto suo (nei primi due album da segnalare il batterista Kenny Aronoff, session man di fama). Molti e suggestivi gli strumentali, come questo.
B. Christopher Band – Like a Fool (1 settembre 2022)

Band coraggiosa, i newyorkesi King Buffalo, un trio che da sempre si autoproduce e che a raffica sta sciorinando la produzione accumulata nel lockdown: in poco più di un anno hanno rilasciato ben tre album. La loro è una psichedelia tendente allo space rock, con più di un’occhiata ai Pink Floyd delle origini. Ma questo brano mi riporta agli Stone Roses, meteora luminosa del britpop inglese di inizio ’90.
King Buffalo – Avalon (2 settembre 2022)

Marco Mendoza è un comprimario dell’hard rock, ma di quelli di lusso, avendo partecipato ad avventure pesanti: Blue Murder, Whitesnake, John Sykes, Thin Lizzy e tanto altro fino ai più recenti Dead Daisies, senza contare i suoi quattro album solisti. Questo brano – che non è, meglio precisarlo, una cover degli Eagles – si pone sul filone degli Aerosmith.
Marco Mendoza – Take It to the Limit (16 settembre 2022)

Tornano dopo cinque anni i Gazebo Penguins, da Correggio, band che dal post-hardcore degli inizi si è evoluta su percorsi più elaborati. Nel singolo di fine ottobre, che anticipa l’album in uscita a dicembre, nulla è scontato, come la forte la presenza di un clarinetto (o forse un sax) in stile quasi free jazz, che qualche capello grigio può ritrovare nella musica sconclusionata dei Gong. Nota: per comprare il nuovo album bisogna prima assistere ad uno dei prossimi concerti.
Gazebo Penguins – Nubifragio (20 ottobre 2022)

Avrà avuto molte agevolazioni la giovane Maya Hawke, 24enne figlia di Uma Thurman, a sua volta attrice oltre che musicista. Ma non si adagia sulle posizioni ereditate e non si risparmia in nessun campo, neppure nelle lotte per i diritti civili. Rispetto all’esordio, molto più aggressivo, il suo secondo album è orientato al folk, in gran parte acustico, con toni delicati e intimisti.
Maya Hawke – South Elroy (23 settembre 2022)

Non so come faccia il chitarrista irlandese John Mitchell a giocare su così tanti tavoli contemporaneamente: in un quarto di secolo ha dato vita ad una dozzina di diversi progetti in area prog (tra cui una parentesi col compianto John Wetton) per un totale che supera i trenta album in studio. Più di recente si è concentrato su questo Lonely Robot, con cinque album melodicamente accattivanti. Questo è il brano che dà il titolo all’album e chi ama i Marillion può andare sul sicuro.
Lonely Robot – A Model Life (16 agosto 2022)

Personaggio interessante, lo spezzino Livio Montarese. È nato discograficamente con il punk di metà anni ’90, realizzando con la sua band tre album, vari singoli, concerti anche negli States e in più un album con il cantante dei Mudhoney, alfieri del grunge. Adesso arriva con un EP firmato Fernandhell, fatto in casa da lui solo. In questo brano il faro sono i REM grezzi degli inizi.
Fernandhell – Marceline (30 settembre 2022)

Vale l’antica definizione di supergruppo per gli O.R.k., progetto di area prog ad alta concentrazione italiana: ad accompagnare la voce del vulcanico Lorenzo Esposito Fornasari, l’ex bassista dei Porcupine Tree (Colin Edwin), il batterista dei King Crimson (Pat Mastelotto) e il leader dei Marta sui Tubi (Carmelo Pipitone). Una curiosità inaspettata del quarto album è la partecipazione a un brano di Elisa. Questo invece è il primo singolo.
O.R.k. – As I Live (21 ottobre 2021)

Ascolta la playlist “Classic Rock Today!” #18 di Paolo Tolu su Spotify.

S.A.M. Project: il nuovo singolo è “New Day Dawn”

Una realtà immaginaria, futuribile, non reale, ma prevedibile. “New Day Dawn“, il nuovo singolo di S.A.M. Project ha un’ambientazione distopica: in un futuro non molto lontano, il mondo si trova ad essere devastato da epidemie, carestie e guerra. L’uomo, di fronte a questo scenario, si interroga su chi possa essere il colpevole di tutto questo. È stata l’umanità stessa oppure Dio? Sono derive della scienza o della fede? I S.A.M. Project sono nati nel 2020 dalla mente di due artisti italiani di lunga esperienza, D.D. Sword (Marco de Maria) e Mark Boomer (Marco Spinelli). Sonorità moderne con atmosfere anni 80-90, un sound contaminato dove si possono trovare tracce di rock elettronico, dubstep, rap, Drum and Bass, Rock’n’Roll. I primi due anni, Mark e D.D., li hanno spesi a sperimentare, comporre e creare un sound accattivante e brani di alto livello per poter competere nella scena internazionale. Hanno al loro attivo una dozzina di singoli pubblicati e altrettanti video. Di recente hanno firmato per Sorry Mom, agenzia di management diretta da Luca Bernardoni e Marco Biondi, con cui stanno lavorando intensamente per produrre molta nuova musica. [fonte: comunicato stampa di Sorry Mom]. S.A.M. Project: “New Day Dawn”. Presente nella playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Ascolta la playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Bruce Springsteen: è uscito l’album “Only the Strong Survive”

Come ha scritto online Paolo Giordano sul sito de Il Giornale venerdì scorso, il nuovo album del Boss “non suona esattamente come un disco di cover, suona più che altro come un nuovo disco di Bruce Springsteen, perché il suo rock è sempre stato vicino ai cromosomi del soul anche quando camminava a bordo di due chitarre e una batteria da far tremare i polsi”. E così, questa volta Bruce Springsteen è diventato il “Boss del soul”. Il soul di Motown e Stax fanno parte degli ascolti giovanili di Springsteen, il soul era dappertutto, anche nel repertorio delle prime band di Bruce, quando per suonare in un locale il venerdì sera dovevi saper fare almeno “Mustang Sally” e “Soul Man”. Come Springsteen ha raccontato a Massimo Cotto su Virgin Radio, “ho studiato questi dischi in tutti i modi quando ero un teenager e li ho suonati spesso”. Qui nello studio di Doubleslider, da venerdì mattina a questo pomeriggio, “Only the Strong Survive” di Bruce Sprinsteen ha continuato a girare almeno una volta al giorno: un disco scorrevole, sincero, suonato e cantato con profondo amore, forse con un sentimento di tenerezza, ricordando quel teenager che poi divenne il Boss. Bruce Springsteen fa quello che vuole, quello che gli piace…e lo fa bene! La recensione di Paolo Giordano si conclude con un sorriso: “Insomma per dirla tutta, questo disco serve più a Springsteen che al soul. Lui fa i conti con un pezzo del proprio passato, ed è sostanzialmente un glorioso ultrasettantenne che torna a sentirsi per un’oretta come quand’era un pivellino. Invece il soul poteva farne a meno, ma di certo non si offende: meglio essere omaggiato da Springsteen armato di nostalgia, che saccheggiato da qualche rapper armato solo della carta platino”. Bruce Springsteen: “Turn Back the Hands of Time”. Presente nella playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Ascolta la playlist “Doubleslider Nov2022 Step 2” su Spotify.

Mercoledì 16 novembre sarà online “Classic Rock… Today!” #18, la nuova playlist di Paolo Tolu

Mercoledì 16 novembre 2022, alle 17:30 puntuali, sarà online la puntata n. 18 di “Classic Rock Today!” di Paolo Tolu. Un affascinante viaggio tra rock blues, indie rock, folk, elettronica, psichedelia, metal, punk e altro ancora. Il viaggio spazierà tra Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Irlanda e Italia. Quelle di Paolo Tolu sono proposte musicali recenti e ricche di contaminazioni, che hanno il pregio di incuriosire gli appassionati e gli addetti ai lavori in diversi paesi del mondo. Paolo dedica molto tempo alla ricerca di nuovi dischi che ravvivino costantemente la sua e la nostra passione per la musica di qualità. E ogni mese ci propone la sua playlist originale e per nulla scontata, offrendoci l’opportunità di conoscere artisti e dischi di indiscusso valore. Mentre attendiamo la prossima puntata…facciamo un ripasso e riascoltiamo la numero 17, uscita a ottobre 2022.

“Doubleslider Nov2022 Step 2”. What’s coming up on my sliders. Playlist su Spotify

Nelle ultime settimane si percepiva una crescente attesa per l’imminente pubblicazione del nuovo disco di Bruce Springsteen. Il momento è arrivato. Aveva anticipato un intero album soul in cui vengono reinterpretati grandi successi anni ’60 e ’70 e il risultato soddisfa pienamente le aspettative. È uno di quei dischi che ascolti volentieri in vinile sul vecchio impianto hi-fi di casa. Il Boss fa quello che vuole e lo fa bene. Questo è anche il weekend in cui possiamo ascoltare per intero il nuovo album delle Larkin Poe, poi spunta uno Steve Vai pieno di energia, i Mammoth WVH in versione deluxe, gli italiani S.A.M. Project con la loro atmosfera avvolgente e inquietante. La playlist di questa settimana è intensa e ricca di musica di elevata qualità. Il rock è più che mai vivo e gode di ottima salute, a dispetto di tutti quelli che lo davano per spacciato. Oggi è così: Bruce Springsteen, Mick Clarke, Steve Vai, Mike Campbell, Mammoth WVH, Larkin Poe, Morgan Wade, Alex Lahey, S.A.M. Project, The Dead Daisies, Redlight King, The Shootouts, Black Lips, DeWolff, Gabriel Delta, Godsmack, Wheatus, Soul Blind, The Orphan The Poet, Royal Thunder.

The Lone Bellow: “Caught Me Thinkin'”, dall’album “Love Songs for Losers”

Con “Half Moon Light” del 2020, The Lone Bellow hanno imboccato un nuovo indirizzo creativo. Il produttore Aaron Dessner ha guidato la band di Brooklyn a deviare dal loro suono di derivazione country per dirigersi verso l’indie rock. Hanno concesso più spazio alle tastiere, senza sacrificare il peso emotivo o il loro talento per momenti più melodici. La track “Caught Me Thinking’” strizza l’occhio all’R&B vintage e al gospel, ricordandoci in alcuni momenti The Band. Fiati impettiti, pianoforti pompanti, armonie vocali senza soluzione di continuità e un testo che parla di ricordi dolorosi associati all’amore perduto. Nell’album si spazia da linee di basso palpitanti a chitarre acustiche amplificate, dall’inno rock a melodie bluegrass. In alcuni momenti si intravedono gli U2 dei tempi di “Joshua Tree”, in altri episodi del disco si avvicinano ad uno stile Buddy Holly o ad uno Springsteen di “Tunnel of Love”. Si percepiscono chiaramente le influenze che derivano dai grandi classici del passato, ascoltati, metabolizzati ed entrati naturalmente nella scrittura dei brani. C’è molta personalità in questo disco e un’ampia gamma di espressioni musicali. [fonte: All Music]. The Lone Bellow: “Caught Me Thinkin'”. Presente nella playlist “Doubleslider Nov2022 Step 1” su Spotify.

Ascolta la playlist “Doubleslider Nov2022 Step 1” su Spotify.

First Aid Kit: il nuovo album “Palomino”

Uscito lo scorso 4 novembre, “Palomino” è il nuovo e affascinante lavoro delle sorelle Söderberg. Nel precedente album in studio di First Aid Kit, “Ruins” del 2018, Klara Söderberg era alle prese con le conseguenze di un fidanzamento rotto. Quattro anni dopo, nonostante una pandemia che ne seguì – o forse in parte a dispetto di essa – le sorelle Söderberg emergono con una serie di canzoni edificanti e lungimiranti, piene di ritmi brillanti. “Palomino” è stato registrato con Daniel Bengtson nel suo Studio Rymden a Stoccolma; è il primo album del duo ad essere registrato nella nativa Svezia dal loro debutto nel 2010. Si sono avvicinate alle sessioni con l’idea di catturare l’atmosfera di “una vecchia canzone rock degli anni ’80”, in particolare sulla falsariga di Fleetwood Mac, Tom Petty & the Heartbreakers e Hall & Oates. Il punto in cui l’album riesce davvero in questo senso è nelle sue melodie forti ed asciutte. C’è una certa profondità calda e agrodolce nella scrittura delle canzoni. Questo è vero anche per brani affettuosi come “Turning Onto You” e “Fallen Snow”, vere canzoni d’amore, che sono una rarità nel catalogo di First Aid Kit. Nel disco c’è spazio per un folk-rock ricco di toccanti armonie vocali, c’è un’atmosfera pop vintage un po’ sbarazzina in alcune tracce, poi momenti malinconici sottolineati dagli archi, ma anche chitarre elettriche delicate e vere e proprie ballate acustiche. Un disco ottimista che ispira una sensazione di benessere, che incoraggia ad “andare avanti”. [fonte: Marcy Donelson su All Music]. First Aid Kit: “Palomino”. Presente nella playlist “Doubleslider Nov2022 Step 1” su Spotify.

Ascolta la playlist “Doubleslider Nov2022 Step 1” su Spotify.